L’analfabeta

Agota Kristof, L’analfabeta. Racconto autobiografico, trad. di Letizia Bolzani, Edizioni Casagrande 2005

«Leggo. È come una malattia. Leggo tutto ciò che mi capita sottomano, sotto gli occhi: giornali, libri di testo, manifesti, pezzi di carta trovati per strada, ricette di cucina, libri per bambini. Tutto ciò che è a caratteri di stampa.
Ho quattro anni. La guerra è appena cominciata.
»

Undici capitoli per undici episodi della sua vita, dalla bambina che divora i libri in Ungheria alla scrittura dei primi libri in francese. L’infanzia felice, la povertà del dopoguerra, gli anni di solitudine in collegio, la morte di Stalin, la lingua materna e le lingua nemiche (il tedesco, il russo e in un certo senso anche il francese), la fuga in Austria e l’arrivo a Losanna, profuga con un bebè. Quella che Agota Kristof ci racconta nell’Analfabeta è una storia tenera e spiritosa, asciutta, senza una parola di troppo. (dalla descrizione dell’editore)

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