Mercoledì 1° aprile 2026, ore 20.45
Di Fanny & Alexander e Federica Fracassi, dal racconto di Agota Kristof. Con Federica Fracassi
Teatro Sociale Bellinzona, Piazza Governo 11, 6500 Bellinzona
Una donna è al suo tavolo di operaia, in una fabbrica di orologi nel canton Neuchâtel. È Agota Kristof. Per scrivere poesie la fabbrica va benissimo, si può pensare ad altro. Nel suo cassetto Agota ha un foglio e una matita. Quando il pensiero prende forma, lo annota. La donna non sa il francese, ma scrive e pensa in quella lingua ignota, che le è nemica. La donna racconta la sua storia, è una storia di esilio, di sradicamento, di atrocità. Inaspettatamente, ci troviamo dentro i suoi romanzi. La donna diventa di volta in volta Lucas, Claus, Sandor, Line… Ma solo per un attimo. Ci ritroviamo in mezzo a un sogno oppure al centro di un ricordo denso della sua infanzia, solo così la scrittrice può dirci quel che sa. Poi si torna sempre in quella stanza, col ticchettio degli orologi e il suono del presente. La lingua in cui la donna ci parla non l’ha scelta lei. Le è stata imposta dal caso. È una sfida. La sfida di un’analfabeta. Federica Fracassi sulla scena incarna Agota Kristof: stessi occhiali, stessi capelli, stessi vestiti, stessa prossemica. La soggettiva del suo sguardo, mediante una proiezione, indaga l’assemblaggio di un orologio. Il suo racconto ha origine nello spazio costretto di questo lavoro maniacale. La scena si fa così specchio della stratificazione emotiva, psichica, materiale da cui nasce il suo pensiero, immergendoci nella complessità labirintica dei suoi ingranaggi. (dalla descrizione del Teatro Sociale di Bellinzona)
Per maggiori informazioni e biglietti: Teatro Sociale Bellinzona
… e inoltre: 31 marzo, ore 20.45, “La lingua delle migrazioni”, serata di introduzione ai temi dello spettacolo.
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